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 La nostra associazione è spesso impegnata in attività di aiuto sociale e volontariato.

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Cooperative sociali

Da diversi anni la Scuola di Shiatsu Integrale propone ai suoi studenti un’esperienza nel campo della disabilità durante il percorso triennale di studi. Grazie alla collaborazione con due cooperative sociali che operano a Parma, a Reggio Emilia e provincia, abbiamo dato vita e portato avanti un progetto presso alcuni centri diurni che ospitano persone disabili, le quali ricevono periodicamente un ciclo di trattamenti.

È un incontro tra due diverse realtà: c’è quella degli studenti che non hanno mai avuto a che fare (o molto raramente) con l’handicap e che sono abituati a trattare secondo tecniche e modalità ormai acquisite e date per scontate; c’è quella dei disabili che hanno un grande bisogno di contatto fisico, di attenzione e di trovare un modo per comunicare, quando le “normali” vie sono precluse.

Per chi pratica è spesso una sfida, poiché ci si scontra coi propri limiti quando si incontrano i limiti fisici e psichici della persona disabile. La tecnica viene messa un po’ da parte, mentre l’uso dell’intuizione, della sensazione e, perché no, anche dell’immaginazione, trovano  maggiore spazio e ampliano le possibilità di lavorare con l’energia di chi riceve. All’inizio gli studenti possono sentirsi inadeguati, a volte spiazzati dalla difficoltà di applicare le tecniche apprese, ma piano piano si mettono  in ascolto e trovano una strada “creativa” per praticare lo shiatsu ed entrare in comunicazione con l’altro. Il risultato è un arricchimento personale e un allargamento di quella che viene chiamata oggi “comfort zone”, ovvero uno spazio interiore sicuro, nel quale ci si muove tranquilli e a proprio agio.

Gli adulti e i ragazzi trattati sperimentano un modo nuovo di lasciarsi andare, di rilassarsi e una presenza attenta, delicata, dedicata. C’è chi sorride e manda baci per tutto il tempo del trattamento come segno di apprezzamento, chi apre le braccia di solito serrate o allunga le gambe normalmente contratte, chi racconta storie di sé vere o inventate, chi invece fa parlare sonoramente l’intestino, chi prende una mano e non la lascia, chi abbraccia e chi, quando è stanco, si alza e se ne va per poi tornare la volta successiva.

Possiamo dire di avere sempre avuto riscontri positivi da parte degli operatori delle cooperative, dei genitori e delle stesse persone disabili che spesso hanno manifestato il desiderio di ripetere l’esperienza; nel corso degli anni ci siamo resi conto che la memoria dei trattamenti ricevuti rimane, anche quando non c’è un feedback verbale o gestuale.

Lo shiatsu è uno strumento che permette di arrivare direttamente, senza filtri, all’altra persona e di “colloquiare” energeticamente e questo scambio produce cambiamenti, per piccoli che siano, nelle condizioni di chi tratta e di chi è trattato; non c’è diversità o situazione che non possa essere toccata, sostenuta, compresa. Gli stessi concetti di diversità e di normalità diventano oggetto di riflessione: vengono ribaltati, “scaravoltati” e  ridefiniti.

È interessante constatare come le aspettative che di solito si creano nel rapporto tra operatore shiatsu e cliente, qui non entrino in gioco e diventi più semplice stare nel “qui e ora”, nell’esserci e non fare.

Cooperativa Fiorente di Parma

Da alcuni anni svolgiamo un’attività di volontariato shiatsu presso la Cooperativa Fiorente di Parma, trattando persone con disabilità fisiche e psichiche di diversa natura, tra cui la sindrome di Down, la cerebropatia infantile, la miopatia degenerativa e vari gradi di difficoltà motorie.
È un’esperienza che portiamo avanti con costanza e passione, ogni settimana, per 2 cicli annuali della durata di circa 2 mesi e mezzo. La ricchezza di questa, come di altre esperienze di volontariato fatte dall’associazione, risiede nel coinvolgimento di ciascuna parte: degli operatori shiatsu, della cooperativa e delle persone disabili che ricevono lo shiatsu, in una relazione energetica che si forma lentamente, ma in modo duraturo.
Le difficoltà di approccio che si presentano, in misura diversa a seconda dell’operatore shiatsu e della persona trattata, vengono superate tramite un contatto fisico aperto, attento, fatto di presenza amorevole, scevro da aspettative di “guarigione”, che potrebbero inquinare le potenzialità del lavoro energetico. Abbiamo di fatto riscontrato l’instaurarsi di una comunicazione profonda, che ha prodotto effetti sul piano psico-fisico attraverso una serie di piccoli miglioramenti delle condizioni delle persone trattate: ad esempio un rilassamento generale, una maggiore mobilità delle articolazioni, miglioramenti della funzionalità respiratoria, intestinale, urinaria e circolatoria. Un tocco attento e sensibile muove anche le emozioni: quante volte abbiamo assistito a scoppi di risa inaspettati, a nervosismo che si placava o a rabbia che si manifestava! Chi ha praticato shiatsu in questo contesto si è trovato dinanzi ad una serie di ostacoli, dovuti al diverso grado di handicap degli assistiti dalla cooperativa, a volte spiazzato e messo di fronte alla sua inadeguatezza; ha però accettato la sfida e si è messo in gioco, attingendo alle sue capacità di accoglienza e creatività. Qui l’operatore shiatsu lavora sulla fiducia in ciò che fa, sente ed è: affronta una realtà che conosce poco o per niente e mette a disposizione il suo bagaglio di conoscenza e di risorse personali. Ci si accorge che la qualità della propria presenza è fondamentale per arrivare a stabilire un buon contatto e a stimolare cambiamenti nell’assetto energetico dell’altro. Nel periodico confronto che facciamo, tra operatori shiatsu che partecipano a questa iniziativa, emerge la consapevolezza di quanto in realtà riceviamo dalle persone trattate: i ruoli sembrano confondersi e ci si rende conto che la relazione d’aiuto viaggia in entrambe le direzioni. Ci portiamo a casa sensazioni di pace, di serenità e il desiderio di tornare! Con gli ospiti della cooperativa, che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, si è instaurato un dialogo vivace e pieno di calore ed i nostri trattamenti sono sempre attesi e ricevuti con grande piacere.
Le persone disabili assistite dalla cooperativa svolgono una serie di attività e laboratori e lo shiatsu è diventato parte della loro routine stagionale, tanto da essere menzionato, sulla Gazzetta di Parma, nell’articolo che parlava della festa organizzata da Fiorente a dicembre 2013, in occasione dei loro 40 anni di vita come associazione.
Ci auguriamo di poter continuare questa esperienza ancora a lungo e di poterla in futuro estendere ancora ad altre realtà.

Esperienze passate

Charitas di Modena

Sulla base della nostra esperienza crediamo che il contatto sia un potente mezzo di comunicazione per tutti e forse ancora di più per persone disabili, sicuramente più bisognose di altre di affetto ed attenzioni stimolanti. Crediamo che lo shiatsu ed il tocco in generale costituiscano un buon sistema per lavorare su questi presupposti e che ben si adattino, per le loro caratteristiche, anche ad un’apertura in dimensione più “sociale”. Pensiamo che soprattutto per quelle persone che hanno difficoltà o impossibilità ad esprimersi verbalmente, lo shiatsu, come metodo di comunicazione non verbale, possa essere importante.
Fondamentalmente per i suddetti motivi, già da parecchi anni stiamo lavorando nel sociale con diverse iniziative di collaborazione e/o volontariato. L’esperienza con l’Istituto Charitas è stata una delle più lunghe e continuative. Abbiamo lavorato con ragazzi disabili gravi, autistici, cerebrolesi, quasi sempre epilettici, spesso autolesionisti. Si tratta comunque di persone per le quali è difficile trovare modalità o attività adeguate e l’incontro con lo shiatsu costituisce una rara occasione di scambio. È ovviamente quasi impossibile fare trattamenti rispettando i principi dello shiatsu: è difficile tenere la perpendicolarità, è difficile mantenere la continuità nel lavoro sul meridiano, difficile l’armonia; tuttavia i nostri trattamenti, indirizzati soprattutto all’ascolto, hanno avuto una parte importante nella vita degli ospiti del Charitas e abbiamo potuto constatare le loro enormi capacità di percezione e sensibilità.
L’esperienza è stata buona e ci siamo sempre più resi conto di quanto questi ragazzi abbiano bisogno di essere toccati, di comunicare con il corpo per poter così esprimere emozioni: tutti hanno potuto riconoscere ed apprezzare il contatto. Possiamo solo parlare della nostra esperienza pratica nel sostenere l’utilità per loro dei trattamenti shiatsu: spesso sono arrivati imbronciati, seri o di cattivo umore e durante il trattamento si sono rilassati fino, in alcuni casi, a ridere di gusto. Quasi sempre, durante il trattamento, abbiamo potuto notare un cambiamento del respiro che diventava via via più profondo ed un grande rilassamento; sempre si sono ricordati di noi, ci hanno riconosciuti ed accolti con piacere. Anche per noi questa esperienza è stata fonte di grande insegnamento.
Quando abbiamo iniziato la collaborazione nel 2002, non avevamo idea di quanto sarebbe stata intensa e coinvolgente. Il lavoro coi ragazzi ci ha insegnato ogni volta qualcosa ed è stato bello aver avuto la possibilità di dare continuità all’esperienza, in cui siamo riusciti a relazionarci in modo semplice, spontaneo ed immediato. Con loro ci sono stati parecchi momenti molto belli di comunicazione, di serenità, di pace.
Abbiamo appreso che la pratica dello shiatsu favorisce una percezione delle qualità soggettive di vita sempre in progressione per entrambi i partecipanti all’incontro ed una ritrovata possibilità di relazionarsi con il proprio corpo. Pensiamo che ci voglia tempo, pazienza, disponibilità e certamente molto amore e che tutto ciò possa servirci come arricchimento nella comprensione delle potenzialità del nostro lavoro, come arte di aiuto.